CAMERA TRAP – TRAPPOLA FOTOGRAFICA

Fotografare gli animali, per chi vuole farlo per hobby, non è facile. Gli animali sono guardinghi, un rumore, un ombra, un odore li allerta e non ci fa avvicinare.

Poi ci sono animai notturni ed animali diurni e restare sveglio tutta la notte per fotografare un riccio o una talpa si può fare una notte, ma spesso per catturare una bella immagine ci vogliono molte nottate.

In commercio ci sono numerosi prodotti che però hanno un costo che supera qualche centinaio di euro.

foto 1

Unendo la mia passione per la natura, la fotografia e l’elettronica, ho dealizzato una “Foto-trap” con poche decine di euro e di seguito ne fornisco la descrizione.

Ed ecco chi ha visitato il mio giardino stamani:

Nei prossimi giorni inserirò foto di chi verrà a fare visita nel mio giardino di notte …

Dettaglio costi con lo sketch del programma installato su arduino verrà inserito nel blog a giorni. 

foto 4

foto 3

foto 2

ANEMOMETRO CON TRASMISSIONE DATI CON MENO DI 20€

Materiale di recupero:

3 bottiglie plastica, 3 staffe alluminio, 1 cuscinetto a sfereDSCF0027Materiale da acquistare:                        

Moduli arduino (2 x 3€)

Modulo RX TX per Arduino (3€)

Modulo display LCD (2€)

Contachilometri per bici (6€) – opzionale

anemometro

 Programmi da caricare sui moduli arduino:

 /* ANEMOMETRO Arduino by Roberto Grassetti, da un modifica di: “Cycle Computer” By: Adam O’Hern, Alexdlp/Instructables, Enkel Bici, Vittorio Zuccalà, Matteo Calgaro) */

#include <Wire.h>  // Comes with Arduino IDE
#include <LiquidCrystal_I2C.h>
#include <math.h>
#include <SPI.h>
LiquidCrystal_I2C lcd(0x27, 2, 1, 0, 4, 5, 6, 7, 3, POSITIVE);
#include <VirtualWire.h>//libreria per moduli RTX
#include <stdio.h>//libreria necessaria per la funzione dtostrf
int LED = 13;
int SensorPin = 5; // ingresso inpulsi rotore
int raggio = 3100; //Diametro rotore in millimetri
int val = 0;
int previousVal = 0;
int debounce = 10;
int cycles = 1;
float velocitavento = 0;
float averageSpeed = 0;
unsigned long revTimer;
unsigned long serialTimer;
unsigned long rideTimer;
boolean activeRiding = false;
boolean activityChange = true;
long inactivityTimer;
long activeRidingOffset = 0;
boolean newRide = true;;
void setup() {
  lcd.begin(20,4);
  Serial.begin(9600); //inizializzo seriale
  vw_setup(2000); //inizializzo la trasmissione a 2000 bits per secondo
  pinMode(LED, OUTPUT);
  pinMode(SensorPin, INPUT);
lcd.clear();
Serial.begin(9600);
revTimer = millis();
serialTimer = millis();
rideTimer = millis();
}
void loop(){
if(!activeRiding) {
if(activityChange) {
inactivityTimer = millis();
activityChange = false;
}
}
else {
if(activityChange) {
activeRidingOffset += millis() - inactivityTimer;
activityChange = false;
}
}
val = digitalRead(SensorPin);
if (val==LOW) {
digitalWrite(LED, LOW);
previousVal = LOW;
}
else{
digitalWrite(LED, HIGH);
lcd.setCursor(1, 0);
lcd.print("*");
lcd.setCursor(1, 0);
lcd.print(" ");
if (previousVal != HIGH && millis() - revTimer > debounce) {
pulse();
}
previousVal = HIGH;
}
if(millis()-revTimer > 2000) {
velocitavento = 0;
sendStats();
if(activeRiding) {
activityChange = true;
activeRiding = false;
}
}
if (millis() - revTimer > 15*60*1000) {
newRide = true;
}
}
void pulse() {
if(newRide) {
lcd.clear();
cycles = 0;
averageSpeed = 0;
rideTimer = millis();
}
cycles++;
velocitavento = (float) (millis() - revTimer)*0.001;
velocitavento = raggio/velocitavento;
velocitavento = velocitavento*0.0036;
unsigned long activeRidingMillis = millis() - rideTimer - activeRidingOffset;
float activeRidingSeconds = (float) activeRidingMillis*0.001;
revTimer = millis();
sendStats();
newRide = false;
if(!activeRiding) {
activityChange = true;
activeRiding = true;
}
}
void sendStats() {
lcd.setCursor(0, 0);
lcd.print("Velocita' del vento: ");
lcd.setCursor(0, 1);
lcd.print(velocitavento,1);
lcd.setCursor(10, 1);
lcd.print("Km/h");
Serial.print(velocitavento,1);
Serial.println("Km/h");
serialTimer = millis();
char risultato[5]; //definisco il buffer che conterra' il valore del float convertito in stringa
float voltage = velocitavento;
dtostrf(voltage, 5, 2, risultato);//converto da voltage (float) a risultato (char)
send(risultato);//trasmetto via rf il contenuto di risultato (char)
}
void send (char *message)
{
  vw_send((uint8_t *)message, strlen(message));
  vw_wait_tx(); // Wait until the whole message is gone
}
RICEVITORE 
 

/*  Shield arduino per riceve il valore della velocità del vento misuratae trasmessa da arduino anemometro Il modulo RX si connette ad arduino al pin 11.*/

#include <Wire.h>  // Comes with Arduino IDE

#include <LiquidCrystal_I2C.h>

#include <math.h>

#include <SPI.h>

LiquidCrystal_I2C lcd(0x27, 2, 1, 0, 4, 5, 6, 7, 3, POSITIVE);

#include <VirtualWire.h>//libreria per moduli RTX

#include <stdio.h>//libreria necessaria per la funzione dtostrf

byte message[VW_MAX_MESSAGE_LEN];    // a buffer to hold the incoming messages

byte msgLength = VW_MAX_MESSAGE_LEN; // the size of the message

char stringain [6];

int i=0;

void setup()

{

    lcd.begin(20,4);

    lcd.clear();

    Serial.begin(9600);

    // Initialize the IO and ISR

    vw_setup(2000);             // Bits per sec

    vw_rx_start();              // Start the receiver

}

void loop()

{

    lcd.setCursor(0, 0);

    lcd.print(“Velocita’ del vento: “);

    lcd.setCursor(0,1);

    if (vw_get_message(message, &msgLength)) // Non-blocking

    {

        Serial.print(“Km/ora : “);

        for (int i = 0; i < msgLength; i++)

    {

        Serial.write(message[i]);

        stringain [i]  = char (message[i]);

    }

    Serial.println();

     lcd.setCursor(i,1);

     lcd.print(stringain);

    }

    lcd.setCursor(10, 1);

    lcd.print(“Km/h”);

    delay(500);

}

 

CICLIDI E CIPRINIDI due interessanti storie evolutive e comportamentali ed un primo approccio di analisi GENETICA

  CICLIDI

La famiglia dei Ciclidi (Cichlidae) comprende  c.a. 1700 specie di pesci d’acqua dolce. Questi pesci sono conosciuti e studiati prevalentemente in ambito acquariofilo e scientifico, ma sono anche fonte primaria di cibo per le popolazioni che abitano le aree fluviali e lacustri popolate dai ciclidi.

Distribuzione:  diffusi principalmente in tutta l’Africa, nella parte mediterranea del Medio Oriente, nel continente americano dalTexas all’Argentina, Cile escluso. Un genere è stato localizzato in India.

L’evoluzione dei Ciclidi si data nel Cretaceo, tra 140 e 65 milioni di anni fa, quando Africa e Sud America erano ancora unite nel grande continente settentrionale chiamato Gondwana, anche se le testimonianze fossili rintracciate risalgono solo agli ultimi 30 milioni di anni.
La classificazione è quindi piuttosto dettata da caratteristiche anatomiche comuni, che i pesci di questa famiglia mantengono come retaggio di antenati lontani.

Anatomia : Una prima caratteristica è la conformazione della faringe, composta da un unico osso faringeo inferiore (anziché le canoniche due), che accomuna i Ciclidi alla maggior parte dei pesci d’acqua dolce e a poche famiglie d’acqua salata, a cui questa famiglia è evolutivamente prossima.
Questa conformazione ha modificato l’intera bocca, creando delle seconde mandibole, chiamate appunto mandibole faringee: si hanno così due ossa faringee superiori, denti robusti sull’osso faringeo inferiore e una disposizione dei muscoli della masticazione complessi e differenti, che permettono ai Ciclidi l’estroflessione della bocca e la possibilità di muovere internamente le doppie mandibole per masticare il cibo, spesso troppo grande per un unico boccone, onnivori, quindi spaziano da alghe filamentose a piccoli crostacei   e pesci più piccoli. Sulla testa presentano un paio di narici che non hanno funzione respiratoria ma olfattiva, essendo collegate a recettori particolari. Alcuni generi presentano inoltre la linea laterale divisa in due parti. Altra peculiarità, esclusiva dei Ciclidi, è l’orientamento verso sinistra del duodeno, che tutte le altre famiglie di pesci presentano orientato a destra. Non ci sono prove che comporti benefici alla vita di questi pesci, si ritiene sia semplicemente un’eredità del progenitore comune.

La differenziazione più inusuale è localizzata nell’orecchio interno: come tutti i pesci presentano sì l’otolite, un cristallo diaragonite immerso nel liquido linfatico che muovendosi permette il mantenimento dell’equilibrio, però questo presenta un profondo solco chiamato Pseudocollicolo anterocaudale la cui funzione ancora non è stata accertata.

Etologia: i Ciclidi mostrano un comportamento territoriale, più spiccato nei maschi e nel periodo dell’accoppiamento. In alcune specie i maschi cambiano addirittura colore della livrea per apparire più grandi, minacciosi o per impressionare le femmine. Praticamente tutte le specie tendono a scavare buchi nella ghiaia o nella sabbia, chi per costruire un nido, chi per alimentazione o segnalare il territorio.

Cure parentali : Tutti i ciclidi mostrano di avere cure parentali per le uova e gli avannotti, che in alcune specie si protraggono anche per alcuni mesi, quando i piccoli sono ormai indipendenti. Vi sono casi di cure parentali comuni, dove più coppie monogame partecipano alla cura delle nidiate, unite in un solo gruppo di avannotti: è il caso Etroplus suratensis. In alcuni casi tutta la comunità, compresi i fratelli più grandi, partecipano alla protezione delle ultime nidiate. Molti ciclidi, ( alcune specie di Etroplus ecc.), nutrono i loro piccoli attraverso una particolare secrezione prodotta da particolari ghiandole della mucosa.

Vi sono specie che depongono le uova all’aperto (sul fondo o su superfici diverse come piante acquatiche, sassi, legni sommersi), altre che si riproducono in tane nascoste e ciclidi che covano le uova in bocca (“incubatori orali”): questi ultimi sono suddivisi tra quelli che covano soltanto le uova in bocca e quelli che proteggono gli avannotti in bocca. Dalla deposizione e per alcuni alcuni giorni i piccoli rimangono nascosti nel nido: i genitori provvedono a procurare loro il cibo, permettendo poi nei giorni successivi ad affacciarsi dalla tana e acquistare confidenza con l’ambiente esterno. Entrambi i genitori montano costantemente la guardia alla prole, mentre il maschio allontana anche eventuali intrusi. Alcune specie di ciclidi invece di covare le uova in bocca le depongono normalmente in una tana o su una superficie all’aperto ma proteggono gli avannotti in bocca in caso di pericolo. Questo metodo riproduttivo sembra si sia evoluto in modo indipendente in diversi gruppi tassonomici di ciclidi.

Alcuni generi ( Midas ) praticano il rapimento e l’adozione di avannotti di altre coppie o addirittura di altre specie. Capita così di osservare lotte tra maschi per rapire o riprendersi gli avannotti. Una volta inseriti nel gruppo dei propri piccoli, entrambi i genitori praticano le cure parentali come se fossero la propria progenie, senza distinzioni. Questo apparente senso di genitore non deve però ingannare: è stato ipotizzato da studi etologici che il motivo reale di questi rapimenti è mantenere un numero di piccoli adeguato in modo da mantenere una percentuale di vita dei propri piccoli abbastanza alta. Se una coppia viene privata di un gran numero di piccoli da un predatore, cercherà di rapire avannotti da altre coppie o specie fino a quando non tornerà ad avere un numero di piccoli adeguato in modo da poter garantire più sopravvivenza alla propria progenie: infatti, in caso di predazione, verranno uccisi anche piccoli non geneticamente figli.  Alcune specie come Pterophyllum scalare praticano la monogamia per alcuni cicli produttivi (1-3), per poi rompere il legame e cercare altri partner. I Ciclidi si nutrono principalmente di avannotti, insetti, larve di insetti, molluschi e vermi, e pesci più piccoli (soprattutto le grosse specie, come Astronotus ocellatus). Occupando molte volte una posizione di superpredatori nella piramide alimentare del loro biotopo, i Ciclidi sono però predati normalmente da molti altri pesci durante l’infanzia. Una volta diventati adulti però, la maggior parte dei Ciclidi sono troppo grossi o aggressivi per diventare prede; ciò non impedisce però ad altri animali di cibarsene, costituendo una ghiotta fonte di cibo. Nell’ambiente acquatico sudamericano, i predatori principali dei Ciclidi sono: caimani, anaconda, falchi, giaguari e soprattutto lontre; in quello africano i grossi  vengono catturati da uomini, pellicani e coccodrilli mentre i nani devono guardarsi anche da lontre, uccelli pescatori e altri pesci predatori.

Sono particolarmente diffusi soprattutto nell’Africa orientale (i grandi laghi oltre a numerosi fiumi), laghi estesi quanto la pianura padana e profondi con salinitàe durezza dell’acqua tutte particolari, immensi serbatoi dibiodiversità, che hanno portato queste specie ad assumere caratteristiche evolutive diverse a volte nel comportamento o addirittura nell’aspetto fisico e nella colorazione.

 Maschio_di_Cichlasoma_meeki

 CIPRINIDI

Il Cyprinidae sono una grande famiglia di pesci d’acqua dolce, comprese le carpe , le barbe ecc. E ‘la più grande famiglia di pesci e la più grande famiglia di animali vertebrati in generale, con oltre 2.400 speciein circa 220 generi . La famiglia appartiene all’ordine Cypriniformes , di cui generi e specie i ciprinidi costituiscono due terzi. Il nome della famiglia deriva dal greco antico Kyprinos (κυπρῖνος, “carpe”).  Ciprinidi sono pesci stomachless con mascelle sdentate. Anche così, il cibo può essere efficacemente masticata dai branchiospine dell’ultimo arco branchiale specializzato. Questi denti faringei permettono il pesce per fare movimenti masticatori contro una piastra masticare formato da un processo osseo del cranio. I denti faringei sono specie-specifici e sono utilizzati dagli specialisti per determinare le specie. Forti denti faringei consentono pesci come la carpa comune di mangiare esche dure come le lumache e bivalvi.

Udito è un senso ben sviluppato, dal momento che i ciprinidi hanno l’ organo weberiano, tre processi vertebrali specializzati che trasferiscono le vibrazioni della vescica all’orecchio interno. Struttura usata per rilevare i cambiamenti di profondità. I ciprinidi sono physostomes perché il condotto pneumatico viene mantenuto in stadi adulti e il pesce è in grado di inghiottire aria per riempire la vescica di gas oppure possono usare il gas in eccesso dall’intestino.

Il pesce in questa famiglia sono nativi per il Nord America , l’Africa e l’Eurasia. Il più grande ciprinide in questa famiglia è il barbo gigante (Catlocarpio siamensis), che può crescere fino a 3 m (9,8 ft). La più grande specie del Nord America è il pikeminnow Colorado (Ptychocheilus lucius), di cui sono stati registrati gli individui fino a 6 piedi (1,8 m) di lunghezza e un peso di oltre 100 libbre (45 kg). Al contrario, molte specie sono più piccoli di 5 cm (2.0 in). Tutti i pesci di questa famiglia depongono molte uova come strategia riproduttiva,   in quanto per la maggior parte non fanno la guardia alle uova; tuttavia, poche specie costruiscono nidi e / o guardia le uova. I ciprinidi Bitterling-like(Acheilognathinae) sono notevoli per depositare le loro uova in bivalvimolluschi, dove il giovane crescerà fino in grado di badare a se stessi.

La maggior parte dei ciprinidi nutrono principalmente di invertebrati e vegetazione, probabilmente a causa della mancanza di denti e lo stomaco, ma alcune specie,  mangiano piccoli pesci quando raggiungono una certa dimensione. Anche piccole specie, come la alborelle , mangiano le larve della rana comune in allevamento.

Alcuni pesci, come la carpa erbivora , sono specializzati nel mangiare vegetazione ; mentre altri, come la carpa nera , specializzati in lumache, e alcuni, come la carpa argentata , sono filtratori specializzati. No cure parentali, cannibalismo avannotti. Numerosi ciprinidi sono diventati importanti nel acquario come il  famoso il pesce rosso , che è stato allevato in Cinadalla carpa di Prussia (Carassius gibelio (auratus)), in Europa intorno 1728. La tinca (Tinca tinca) è di affiliazioni poco chiare e spesso collocato in una sottofamiglia a sé stante. Una cladistica analisi di sequenza del DNA (S7 proteina ribosomiale introne 1) evidenzierebbe che è abbastanza distinta da costituire una sottofamiglia monotypic. Suggerisce inoltre potrebbe essere più vicino al piccolo orientale Aphyocypris , Hemigrammocypris , e Yaoshanicus . La divergenza dovrebbe essere più o meno o meno allo stesso tempo da ciprinidi di centro-orientale dell’Asia, forse a causa della orogenesi Alpi che ha cambiato notevolmente la topografia di quella regione alla fine del Paleogene .

260px-Cyprinus_carpio

BAR CODE ANALYSIS CICHLIDAE e POMACENTRIDAE

CICHLIDAE

A) Etroplus suratensis : acque salmastre India

Ordine Perciformes
Famigli Cichlidae
Genere Etroplus
Specie E. suratensis

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/58199174?report=fasta

>gi|58199174|gb|AY662817.1| Etroplus suratensisACGAAGAAAARAGTCTTTGAGAATGACKCAKTAACATTCTATGCTSAGGTATTTGSCCTGCCTTCCCCTGAGGTGAAGTGGTTCTGCMACAAAACCCAACTGGTGGCAGATGACAGAGTTACAATAGAGCGAGATGGTGATAGTATCTMACTCAAAATTCACAGTGTCACTAAAGCTGRCCAGGGAGAGTMTATCTGTGAGSCTGTGAACTATGTTGGARAAGCCAGAAGTGKTGCTCTGGTGGTAGTTGTATCACAGGAAGTGAGATTTATGCCTGCTCCACCTGCTGTCACTCATCAGCATGTGATGGAGTTTGATGTGGAAGAAGATGACTCTTCTCGTTCGCCATCTCCTCAAGAGATTTTGCTTGAAGTAGAGCTGGATGAAAGTGAAGTCAAAGAATTTGAGAAACAGGTGAAGATCATCACTATACCTGAGTACACAGCTGACAGCACGAGTATGATCATATCTTTGGCTGTGTTACCGAGTGTTTATGAGGAGGGTG
B) Paretroplus kineri: acque dolci Madagascar

Ordine

Perciformes
Famiglia Cichlidae
Genere Paretroplus
Specie P. kieneri

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/58199186?report=fasta

>gi|58199186|gb|AY662823.1| Paretroplus cf. kieneriACGAAGAAAAAAGTCTTTGAGAATGACTCATTAATGTTTTATGCTGAGGTATTTGGCCTACCTTCCCCTGAGGTGAAGTGGTTCTGCAACAAAACCCAACTGGTGGCAGATGAGAGAGTTACAATGGAACGAGATGGTGACAGTATCTCGCTCAAAATTCACAGTGTCACTAAAGCTGACCAGGGAGAGTATATTTGTGAGGCTGTGAACTATGTTGGAGAAGCCAGAAGTGTTGCTTTAGTGGTAGTTGTATCACAGGAAGTGCGATTCATGCCTGCCCCACCTGCTGTCACCCATCAGCATGTGATGGAGTTTGATGTGGAGGAAGATGACTCTTCTCGTTCACCGTCTCCTCAAGAGATTCTGCTTGAAGTAGAGCTAGATGAAAGTGAAGTCAAAGAATTTGAGAAACAGGTGAAAATCATCACTATACCTGAGTACACAGCTGACAACAAGAGCATGATTATATCTTTGGATGTATTACCGAGTATTTATGAGGAGGGTG
C) Paretroplus polyactis: acque dolci Madagascar

Ordine

Perciformes
Famiglia Cichlidae
Genere Paretroplus
Specie P. polyactis

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/58199202?report=fasta

>gi|58199202|gb|AY662831.1| Paretroplus polyactis TMOACGAAGAAAAAAGTCTTTGAGAATGACTCATTAACGTTTTATGCTGAGGTATTTGGCCTACCTTCCCCTGAGGTGAAGTGGTTCTGCAACAAAACCCAACTGGTGGCAGATGAGAGAGTTACAATGGAACGAGATGGTGACAGTATCTCGCTCAAAATTCACAGTGTCACTAAAGCTGACCAGGGAGAGTATATTTGTGAGGCTGTGAACTATGTTGGAGAAGCCAGAAGTGTTGCTTTAGTGGTAGTTGTATCACAGGAAGTGAGATTCATGCCTGCCCCACCTGCTGTCACCCATCAGCATGTGATGGAGTTTGATGTGGAGGAAGATGACTCTTCTCGTTCACCGTCTCCTCAAGAGATTCTGCTTGAAGTAGAGCTAGATGAAAGTGAAGTCAAAGAATTTGAGAAACAGGTGAAAATCATCACTATACCTGAGTACACAGCTGACAACAAGAGCATGATTATATCTTTGGATGTATTACCGAGTATTTATGAGGAGGGTGTCTACGAGGAGGGCG

POMACENTRIDAE

D) Abudefduf saxatilis: acque salate Caraibi Africa

Ordine

Perciformes

Famiglia

Pomacentridae

Genere

Abudefduf

Specie

A. saxatilis

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/58199170?report=fasta

>gi|58199170|gb|AY662815.1| Abudefduf saxatilis TMOATCAAGAAGAAAGAGTTTGAAAATGATTCGCTGACATTTTACGCCGAGGTGTTTGGCCTGCCGTCCCCTGAGGTGAGGTGGTTCTGCAACAAAACCCAACTGGTGGCAGACAAGAGAGTTACGATGGAGAGAGACGGTGACAGCATCTCGCTAACAATTCACAACATCACGAAGGCCGACCAGGGAGAATACATCTGTGAGGCTGTGAACTATGTTGGAGAAGCCAGGAGCGTCGCTTTGGTGGTGGTTGTATCGCAGGAGGTGAGGTTCATGCCGGCTCCACCTGCCGTTACCCATCAGCACGTGATGGAGTTTGATGTGGAGGAGGACGACTCCTCTCGTTCTCCATCCCCTCAGGAGATTCTGCTCGAAGTGGAACTGGATGAAAATGAGGTGAAAGAATTCGAGAAGCAGGTTAAGATCATCACCATTCCTGAGTACACGGCCGACAACAAGAGCATGATCATCTCTCTGGACGTGTTGCCGAGTC
Species 1 Species 2 Dist
gi|58199174|gb|AY662817.1| Etroplus suratensis gi|58199186|gb|AY662823.1| Paretroplus cf. kieneri 0,062
gi|58199174|gb|AY662817.1| Etroplus suratensis gi|58199202|gb|AY662831.1| Paretroplus polyactis TMO 0,057
gi|58199174|gb|AY662817.1| Etroplus suratensis gi|58199170|gb|AY662815.1| Abudefduf saxatilis TMO 0,197
gi|58199186|gb|AY662823.1| Paretroplus cf. kieneri gi|58199202|gb|AY662831.1| Paretroplus polyactis TMO 0,004
gi|58199186|gb|AY662823.1| Paretroplus cf. kieneri gi|58199170|gb|AY662815.1| Abudefduf saxatilis TMO 0,193
gi|58199202|gb|AY662831.1| Paretroplus polyactis TMO gi|58199170|gb|AY662815.1| Abudefduf saxatilis TMO 0,187

 images-5

CO2 qualche dato che forse non ti aspettavi

Grazie ai “carotaggi dei ghiacciai” è stata calcolata la %CO2 presente negli strati bassi dell’atmosfera a partire da qualche millennio fà sino ai tempi moderni.

images

I risultati nel breve periodo (breve geologicamente parlando) hanno mostrato come da circa 10.000 anni bp (before present) fino alla prima rivoluzione industriale > 1750 dc), la CO2 era presente negli strati bassi dell’atmnosfera con percentuali intorno ai 290ppm (parti per milione).

emissioni-large

La CO2 è l’elemento base che insieme all’acqua (H2O) consente alle piante di produrre carboidrati e ossigeno.

6CO2+6H2O = C6H12O6 + 6O2 = ZUCCHERO

Quindi, la CO2 è indispensabile per la vita delle piante, ma lo stesso non può dirsi per gli animali (uomo compreso).

Un dato sconcertante è che a partire dal 1750, la CO2 è progressivamente andata aumentando fino a raggiungere i circa 400 ppm attuali.

images1

Ma dove misuriamo i 400 mmp? All’aria aperta, magari in una giornta ventilata, magari dopo un acquazzone (la pioggia reagisce con la CO2 facendola precipitare a terra i meglio ancora sulle foglie….) si possono misurare anche 250 ppm, ma nel centro di una grande città è facile misurare 500 ppm. Ed in città ce ne accorgiamo facilmente in quanto la CO2 (inodore) si coniuga con numerosi composti aromatici che fanno scattare in noi fastidio ed allarme.

Ma in casa? Luogo nel quale viviamo mole ore della giornata, spesso con infissi ermetici per mantenere una temperatira ideale, qualè è la percentuale di CO2 con la quale conviviamo?

Ecco i dati registrati in una normale giornata:

  • Camera da letto (dove sostiamo per circa 8 ore al giorno: 600 – 1200 ppm!!
  • Soggiorno: 500 – 700 ppm!!
  • Cucina: (cove trascorriamo almeno un ora al giorno) 800 – 1800 pm!!

Un sempice strumento, facile da realizzare, del costo massimo di c.a. 50€ potrà aiutarti a capire se i tuoi ambienti casalinghi sono correttamente aereati.

IMG_5930

Un commento per maggiori dettagli, ma … intanto aereate le vostre stanze!!

Se non puoi andare a letto con Edward, allora prova con Arduino, per un riposo … tranquillo…

Dormiamo male? è colpa del materasso, no forse serve una tisana, ma no è meglio una compressa di melatonina, per non parlare del sonnifero o altro, ogniuno di noi ha una sua idea, ma nessuno fa accenni alla CO2.

In un precedente post accennai alle “Crassulacee” da tenere in ambienti chiusi per migliorare la qualita dell’aria.

Ma quando la qualità dell’aria può condizionare il mio riposo? E come posso verificare la qualità dell’aria?

La percentuale di CO2 alla quale siamo abituati da almeno 6 milioni di anni è pari allo 0,03 ppm (parti per milione).

Se questo parametro si modifica e ultimamente ciò stà accadendo verso un incremento con conseguente accelerazione dell’effetto serra, possiamo manifestare disturbi quali ad esempio un cattivo riposo notturno.

Riuscendo a verificare la qualità dell’aria, nel nostro piccolo, possiamo predisporre azioni atte a rendere il nostro ambiente notturno più idoneo ad un sonno tranquillo: come?

Con una manciata di EURO puoi costruire un rilevatore di CO2 e misurare l’idoneità degli ambienti nei quali vivi e magari scoprire che la tua camera da letto necessita di una migliore aereazione per portare la CO2 a livelli che non creino problemi durante il sonno.

I componenti:

Sistema Arduino Uno

Display lcd 16X2

Sensore CO2 (es. MG811)

Poche istruzioni di un programma il linguaggio “C”

Tutti materiali reperibili su internet per un impegno max di circa 30 €

IMG_5930Il sensore funzione attreverso il riscaldamento dei suoi cimonenti ed in tal senso, il pieno funzionamento si avrà dopo c.a. 5-10 minuti dalla sua accensione.

La strumentazione autocostruita non ha la pretesa di una precisione ingegneristica, tuttavia basterà verificare le differenze tra i valori forniti prima di coricarsi e la mattina appena svegli e confrontarli con i valori riscontrabili all’aria aperta. Se volete una ferifica immediata del funzionamento del rilevatore, stappate una bottiglia gasata vicino al sensore e noterete come i “ppm” sembreranno come impazziti.

La lettura è di tipo parametrica, cioè, ponete lo strumento .all’aria aperta, lontano da fonti di CO2 (auto, camini, ecc) e vedete dopo 10 minuti quanto segna, poi verificate di quanto si discostano i valori prima di coricarsi ed al risveglio (tenere lo strunento acceso per 10 minuti per far scaldare il sensore di CO2). Se al risveglio misurate una CO2 (ppm = parti per milione) nei limiti del + 20% rispetto al dato di partenza (aria aperta), ci possiamo stare, ma con valori superiori meglio prevedere un sistema di ventilazione notturna della camera.

Tenete conto che nel pieno del traffico in una galleria, rispetto all’aria aperta, le ppm si raddoppiano.

Dettagli su dove acquistare il kit per la realizzazione del rilevatore e per avere copia dello sketch (programma) od altro, invia un email od un commento.

Ciao!

 

La scelta del partner nel mondo animale e … umano

I vertebrati hanno come caratteristica la “simmetria bilaterale“, cioè in qualsiasi corpo, nella sua fisionomia esterna, la sezione sinistra è identica, o … quasi, a quella destra.

imgresEd è proprio il “quasi” a condizionare, nel mondo animale e … umano, la scelta del partner.

 

Scelta non tanto guidata da un mero aspetto estetico, ma che nasconde l’inconscio interesse ad incontrare un individuo con un patrimonio genetico (DNA) con un minor numero possibile di “errori” e che pertanto possa garantire la generazione di individui quanto più possibili sani.

 

Simmetria esterna che, lascia ben sperare in un altrettanto patrimonio genetico in grado di generare organi interni idoei, ancorchè non più totalmente simmetrici. Cosa nascondono le foto di seguito riportate?

 

 

FOTO ORIGINALE

immagini a specchio ALRFOTO SIMMETRIA DESTRA

immagini a specchio ARR

 

 

 

   FOTO SIMMETRIA SINISTRA

immagini a specchio ALLStesso esercizio sviluppato su fisionomie umane ha fornito interessanti risultati, uno in particolare: “sorprendenti“, ma non posso pubblicarli senza esplicita autorizzazione dell’interessata (Daisy…!!!!).

Quanto più si riscontreranno minime differenze tra le varie simulazioni, tanto più saremo in presenza di individui con un patrimonio genetico di base favorevole ad una selezione evolutiva positiva.

“… di base…” in quanto occorre comunque tener presente gli effetti dell’Epigenetica.

Come migliorare la tua immagine?Mettendo in risalto la tua simmetria o… correggendola con un’adeguata pettinatura, es: pettinatura con riga al centro per esaltare la simmetria, ma se hai un fastidioso vortice o qualche ruga non centrata, opta per la frangetta sulla fronte (a copertura della fastidiosa asimmetria). Per saperne di più, invia un commento.

 

Controlli di base per le nostre piante

Le piante non parlano e quindi, quando a volte ci evidenziano un disagio, potrebbe essere troppo tardi.

Allora, tanto per iniziare, con un semplice strumento, si possono tenere sotto controllo quei parametri minimali necessari alla pianta per sopravvivere o, meglio, per crescere in piena salute.

Ph (acidità del terreno), quantità di luce incidente e umidità (ma volendo anche indirettamente sali minerali disponibili), sono da considerarsi i parametri essenziali da monitorare per una corretta crescita delle piante….

La curiosità viene sempre premiata, godetevi questo breve divertente filmato:

http://www.youtube.com/watch?v=0rH2T72ADws&feature=youtu.be

L’acqua ha diverse funzioni nella pianta: sostegno, trasporto sali minerali, entra nela funzione clorofilliana, ecc.

Il trasporto di sali minerali dalle radici alle foglie (la vera farm) avviene grazie all’acqua secondo il seguente meccanismo:

dalle foglie, attraverso gli stomi (piccole aperture intracellulari delle foglie), a causa della diversa concentrazione di umidità tra foglia ed ambiente esterno, fuoriesce vapore acqueo. L’umidità della pianta viene quindi mantenuta grazie alle radici che attingono acqua dal terreno. L’acqua nel suo cammino trasporta anche i sali minerali, necessari alla formazione delle sostanze organiche per la crescita della pianta, sali che terminano il loro cammino nelle foglie, mentre parte dell’acqua, sotto forma di umitidà, fuoriesce dagli stomi.


Primo inciso: per la dissoluzione dei sali minerali nell’acqua e per il loro trasporto nella pianta (attraverso il floema) occorre che il terreno abbia un Ph idoneo per  ciascuna specie di vegetali.

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I sali minerali, insieme alla fuizione clorofilliana, garantiscono la formazione di tutti quei composti organici di base quali carboidrati, aminoacidi e lipidi che poi verranno successivamente trasformati e/o inglobati in strutture più complesse.

Un piccolo cenno alla funzione di base: la clorofilliana per comprenderne la sua ESSENZIALITA’ con tutti i vantaggi che ne derivano (sinteticamente descritta sul mio fotoblog – liste – appunti fisiologia vegetale).

La funzione clorofilliana si sviluppa in numerosi passaggi che sinteticamente possiamo riassumere in questa reazione:

CO2 (catturata dall’aria attraverso gli stomi) + H20 (acqua proveniente dalle radici) = C6H12O6 (carboidrati)+ O2

ma per far tornare i conti vediamo meglio le proporzioni:

6* CO2 + 6*H2O = 1* C6H12HO6 + 6O2

Da notare che l’ossigeno che si libera è quello della CO2 e non dell’acqua (verifica attraverso isotopi radioattivi).

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Da ultimo vediamo la luce.

Informiamoci sull’habitat ideale della pianta che vogliamo curare o magari ci possiamo arrivare da soli: es. piante grasse (Cicas) possono stare da sole e rivolte alla luce ditretta; le Orchidee, visto che per la loro sussistenza si devono appoggiare ad altre piante, nella maggior parte dei casi gradiscono ambienti misti (luce diretta solo nelle prime ore della mattina. Le piante con foglia carnosa (Es. Ficus) di solito vedono il loro habitat migliore nei sottoboschi (luce indiretta), mentre piante con foglie larghe e fini (es. Basilico) sopportano poco il sole nelle ore di punta (in caso contrario dovremmo  rifprnirle di acqua frequentemente).

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Lo strumento riportato nelle foto misura: luce, Ph ed umidità del terreno. Quanto basta per iniziare, non necessita di batteria perchè utilizza lo stesso misuratore dell’intensità di luce per misurare gli altri due parametri.

Costa quanto una pianta, ma può aiutarci a dover spendere soldi per acquistare nuove piante secccatesi per troppa luce, ph errato o difetti di umidità.

E’ reperibile su EBAY al seguente indirizzo:

http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=271268114061

Lotta biologica per un giardino senza pesticidi

La lotta biologica aiuta a gestire un corretto equilibrio parassiti <> predatori. Gli insetti hanno subito un evoluzione che  li ha portati a condividere la loro esistenza con uno specifico ecoambiente, intendendo per eco ambiente un sistema composto da specifici individui fauno-floristici che hanno raggiunto uno adeguato livello di equilibrio. Se ci troviamo a passeggiare in un ambiente selvatico, difficilmente troviamo piante “devastate”  dai parassiti, e questo perchè la diversità ambientale consente uno sviluppo equilibrato in grado di creare una “pacifica” (si fa per dire) convivenza tra insetti e piante. Di contro, le coltivazioni intensive sono una panacea per i parassiti che possono giovare di un’abbondante disponibilità alimentare e vasti ambienti idonei per la riproduzione. Una interessante modalità di avvio di lotta biologica e quello indicato in un sito US del quale al termine riporto il relativo link e che suggerisce una lotta biologia per mantenere floride le piante del nostro giardino e/o balcone. Il modello si basa sulla seguente sequenza biologica:…

… seminiamo piante che attirano insetti e che basano il loro ciclo biologico su altri insetti parassiti delle nostre piante. l’insetto, attirato dal nettare prodotto dai fiori delle piante “amiche”, per completare il ciclo vitale utilizza gli insetti parrassiti delle piante come “incubatrici” delle proprie uova. Questo equilibrio è fantastico, perchè l’insetto “amico” si riprodurrà se ci sono parassiti disponibili e quindi il sistema entra automaticamente in equilibrio. La base della lotta è l’utilizzo “pilotato” di alcune varietà di piante. L’abilittà del ricercatore è stata quella di individuare insetti “amici” che compiano il loro ciclo biologico in un tempo inferiore al ciclo biologico necessario per la riproduzione dell’insetto parassita. Questo tipo di lotta, congiuntamente agli antiparassitari biologici (descritti in un altro post) potrà consentirci di avere un gierdino e/o balcone fiorito senza l’utilizzo di pesticidi.

Il Lupino attira l’insetto amico

Un esempio chiarificatore:Lupinusla pianta che produce i lupini (Lupinus), oltre  a produrre dei bellissimi fiori, attirano insetti “amici” che dopo essersi nutrti del nettare prodotto dai fiori, completano il loro ciclo vitale depositando le loro uova proprio all’interno di insetti parassiti che voglismo eliminare.

 

L’insetto “amico” poi deposierà le sue uova all’interno dell’insetto parassita che garantirà la crescita agli insetti “amici” a discapito dei parassiti (afidi nella foto) che lasceranno… crescere con maggiore tranquillità le nostre piante.



Sito dove trovare dettagli relativi ad piante da difendere, insetti amici e parassiti da eliminare “biologicamente”




http://eartheasy.com/grow_garden_insectary.htm?utm_source=Eartheasy+Newsletter+Subscribers&utm_campaign=eca70bf012-May_2013_Eartheasy_Newsletter5_14_2013&utm_medium=email&utm_term=0_4c37d9d05d-eca70bf012-293805705


Il vento ed il sole per illuminare un giardino (IIa…)

Se è nuvolo, di solito c’è o c’è stato vento mentre quando il cielo è sereno magari spira la tramontana o il ponentino.

da uno spunto di daisy

Due pale eoliche, un mini pannello solare, un interruttore crepuscolare, una batteria per auto e l’illuminazione del giardino è garantita a costro ZERO (investimento iniziale escluso).

Da sei mesi un simile sisterma garantisce l’autonomia energetica per l’illuminazione del mio giardino. Vedi di seguito il sistema in funzione e se vuoi e lascia un commento per avere dettagli su costi e dove acquistare i vari componenti.

da uno spunto di daisy

da uno spunto di daisy

da uno spunto di daisy

Cotone fai da te

Pianta di cotone ottenuta con pochi accorgimenti
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Se sei interessata/o invia un commento con la richiesta di riecevere dei semi e per come fare per ottenere una bella pianta di cotone, di seguito i dettagli
Fiore del cotone
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Frutti del cotone
 
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Semi del cotone (nascosti tra la bambagia)
 
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http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=271287777726

TEST EOLICO

ENTRA ANCHE TU NELL’EOLICO

POTRAI COMPRENDERE

LE POTENZIALITA’ 

DELL’EOLOCO

 

Questo nella foto accanto è un mini prova l'eolico,entra nell'eolico,eolico fai da teeolico che puoi costruire con una piccola pala eolica in PVC (leggerissima) ed è quanto basta per l’illuminazione di una piccola area di giardino con un sistema integrato eolico/solare (continua per vedere come, elenco parti e fornitori disponibili con commento).

Con il prototipo realizzato, nelle ore notturne viene garantita l’illuminazione notturna di un’area di giardino senza collegamenti alla rete eletrica pubblica.

mini eolico.JPG

Premesse:

  • il generatore integrato è in grado di fornire una potenza massima di 20W;
  • nei giorni particolarmente nuvolosi (le nuvole portano vento), la ricarica della batteria viene garantita dal generatore eolico;
  • nei giorni assolati con scarsa ventilzione, la ricarica viene garantita dal fotovoltaico;
  • nei giorni sereni grazie ad un vento di tramontana, la ricarica è al massimo.

Il sistema nella foto è in grado di alimentare una lampada a led da 10W equivalente a 100W ad incandescenza.

 

COSTI:

generatore eolico c.a. 100€

generatore fotovoltaic c.a. 50€

acumulatore c.a. 20€

lampada led c.a. 20€

interutore crepuscolare c.a. 20€

TOTALE 210€

Per maggiori dettgli invia un commento.

Ma quand’è il momento di innaffiare le piante?

fiori da innaffiare.jpg

Ma ecco WAP (Watering Alarm Plants – copyright Roberto Grassetti) un metodo semlice ed economico per ricevere il segnale che è ora di occuparci di loro.

Se sei interesato a provare il sistema di allarme di seguito illustrato e vuoi ricevere GRATUITAMENTE il kit, fai un versamento di 10 € ad EMERGENCY :

(http://www.emergency.it/donazioni/donazioni.php)

Non appena riceverò via email copia del versamento, nel giro di pochi giorni riceverai il kit come di seguito descritto…. (Continua)

Il sistema WAP funziona se hai almeno 8 vasi da tenere sotto controllo.

La foto illustra come organizzare il tutto.

led alimentato dai vasi.JPG

Il puntino bianco nella parte bassa della foto è un led ad alta intensità illuminato grazie all’energia presente nel terreno e trasferita di vaso in vaso grazie alla conducibilità dl terreno irrigato.

led piante.jpg

Quando la scarsa umidità del terreno non consentirà più una sufficiente conduzione, il led non si illuminerà e questo è il segnal che è ora d innaffiare le piante.

Se con l terra regolarmente umida, la luce risulta fioca allora è anche ora di dare un po di concime.

A parte il kit che fornisco, occorre dotarsi solo di due belle patate.

Il kit è composto da :

  • 9 ponti per vaso-vaso e patata-vaso in zinco/rame;
  • 1 ponte patate + led lta luminosità;
  • schema esemplificativo.

Come riceverlo? invia un commento con il tuo email (non sarà pubblicato), prenderò contatto con te sempre via email per i dettagli.

Per problemi e suggerimenti invia un commento sul blog.

Salvando le tue piante, potrai contribuire alla salvezza di numerose persone nel mondo.

E così invece della fatidica frase:

“Acqua alle corde”

potrai avere un sistema per :

“Acqua alle piante e …. sostegno ad Emergency”

ENERGETHICA

GENOVA 4 MARZO 2010

energ 1.JPG

 

 

Ancora spunti per nuove professioni, ma occorre investire e darsi da fare per non subire la predominanza estera sulle energie alternative.

 

 

(continua)

Nel relativo album, alcuni spunti.

geotermia;

eolico;

diffusori luce esterna;

biomasse;

fotovoltatico;

termosolare;

Solo alcuni spunti, il dibattito è comunque aperto……

Generatore Eolico Integrato

“Qualche dubbio sul mio interesse verso le energie rinnovabili? “

DSC00882.JPG

continua…

GENERATORE EOLICO INTEGRATO

Ho depositato la domanda di brevetto alla CCIAA di Roma di un sistema per la produzione di energia eolica:

  • a bassi regimi di ventilazione;
  • di piccole/medie dimensioni per giardini;
  • installabile su terrazzi, piccoli caseggiati ed aree attrezzate.

Il sistema prende spunto dalla fisica dei gas

 

GEI 00.jpg

(dettaglio sezione trasversale)

GEI 3.jpg

Vuoi saperne di più e/o partecipare alla sperimentazione (meglio se hai disponibilità un terrazzo privato o un giardino), invia un commento con la tua email o contattami.

http://www.youtube.com/watch?v=lwGD7_pr9Kw

La struttura portante in coso di realizazionebase appoggio.JPG

TOSAERBA ECOLOGICO

I tempi cambiano e le nuove tecnologie ci portano a scoprire, o meglio, riscoprire, nuove soluzioni per vivere con un maggiore rispetto dell’ambiente e spesso troviamo soluzioni  che soddisfano più esigenze contemporaneamente come nel caso del:

TOSAERBA ECOLOGICO

(vedi filmato….)


Di seguito ( Continua… ) un filmato esplicativo anche
dell’impegno per la sicurezza del Tosaerba Ecologico.

  • EMISSIONE PARTICOLATO = 0;
  • IN MATERIALE RICICLABILE AL 100%;
  • ALIMENTAZIONE ORGANICA;
  • ENERGY BACK;
  • COMPLETO DI SPARGI CONCIME;
  • REPLICANTE;
  • GARANZIA A …. VITA;
Accetto prenotazioni per i replicanti….
chiaretta che bruca.JPG

Il filmato di seguito  indicato mostra le potenzialità di difesa del Tosaerba Ecologico rispetto ad un’intrusione non desiderata!

http://www.facebook.com/video/video.php?v=1264172558908&ref=nf

http://www.facebook.com/v/1264172558908

commenti?

Deodorante fatto in casa

DEODORANTI: ma quì c’è puzza …. di bruciato?

Se non avete ancora letto come vengono prodotti i deodoranti (“La tua casa segreta – David Bodanis – Oscar mondadori – pag. 135”) e quindi avete ancora voglia di utilizzarli, di seguito riporto un metodo semplice ed economico per produrre autonomanente un deodorante ecologico.

Premessa

Come illustrato nel libro, alcuni deodoranti agiscono come “tura pori”, altrimenti come potrebbero fermare la sudorazione……?.

In questo modo le tossine da noi prodotte con il sudore non fouoriescono liberamente dai pori della pelle, ma restano al nostro interno (!!!) bloccando una normle funzione delle cellule sudorifere: l’eliminazione delle tossine.

L’etichetta di seguito riportata, mostra il contenuto di un normale deodorante acquistato in un centro commerciale al prezzo di 6,90€.

contenuto 2.JPG

Tuttavia, dovendo farne uso, il “meno peggio” tra i deodoranti, sembra essere quello a base di Allume di Rocca o allume di potassio che, oltre ad una funzione astringente, ha una funzione antisettica che contribuisce a ridurre la flora batterica, causa dei fastidiosi cattivi odori.

Per le istruzioni di come preparare in casa il tuo deodorante ed altro: continua…….